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  cicerofitness [ pro domo... in corpore sano ]
         




24 gennaio 2008

Cubanitos!!!

 


Cubanitos di Antonio Carlino, maestro e giudice di gara, diplomato presso A.N.M.B (associazione nazionale maestri ballo) offre corsi di salsa cubana, bachata, rueda de casino e portamento femminile con la maestra Claudia Rubeo!

Apertura nuovi corsi e due settimana di prova gratuita…

Martedì 22 Gennaio 2008
ore 20,30- 22:00 Nuovo Corso Principianti
ore 22:00- 23:30 Nuovo Corso Intermedio
presso Discoteca “Bandana” Via Pontina, 45- Latina

Giovedì 24 Gennaio 2008
Ore 20:30- 22:00 Nuovo Corso Principianti
e corsi già avviati di vario livello…
presso Palestra “Body Zone” Palazzetto dello Sport- Nettuno(RM)


per ulteriori informazioni: Valentina 333- 3913235 oppure visita il nostro sito www.cubanitos.it 

 
 Annuncio compensativo dei Crediti di Valentina Caprari




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6 dicembre 2007

Krump: un ballo d’impatto! - Valentina Caprari

Con questo testo voglio presentarvi un nuovo tipo di danza e il film che l’ha fatto diventare “famoso”. Il “krump” o “Krumping” è una nuova forma di espressione della comunità Black americana, un ballo nato presso la comunità afro-americana del sud di Los Angeles, California.

Le sue principali caratteristiche sono la libertà dei movimenti, l'espressività e l'energia necessaria, come rappresentazione del proprio io attraverso la danza, molti esponenti di questa sono soliti dipingersi il volto per trasmettere meglio le emozioni… e anche se a primo impatto il krump può sembrare uno spettacolo sinistro e aggressivo non è altro che il modo di esprimersi della giovane comunità black che preferisce combattere a passo di danza piuttosto che con le armi ( non so perché ma mi ricorda la capoeira… ditemi se mi sbaglio!), uno sfogo per l'aggressività e l'ansia come una alternativa non violenta alla criminalità di strada diffusa capillarmente nelle zone di provenienza dei suoi inventori.

Un’altra grande novità è che finalmente questo ballo non ha i connotati tipicamente maschili dell’hip-hop, ma si raggiunge una parità dei sessi anche in questo campo, in quanto molti dei maggiori esponenti del Krump sono donne.

Attualmente, come vi ho anticipato, il krump sta conoscendo un inaspettato momento di popolarità grazie al film documentario “Rize” diretto da David LaChapelle che risale al 2005, il quale mostra questa danza molto forte e movimentata usata come “arma” per combattimenti tra gruppi avversari i quali si contendono la vittoria a suon di mosse acrobatiche e passi scatenati.

Solitamente è una battaglia fra i “vecchi” gruppi dei “clown” con i più moderni “krumpers”. Si dice in fatti che questa nuova disciplina non sia altro che un’evoluzione dello stile “Clown Dancing” nato negli anni ’90 da Thomas Johnson detto Tommy the Clown, una sorta di hip-hop fuso con la break dance e lo stripper, chiaramente allusivo allo stile delle danze a sfondo erotico degli spogliarellisti, e si fa risalire l’origine dal distaccamento di alcuni “hip hop clown” giovani seguaci di Tommy, con l'idea di orientare verso l'infanzia la natura del loro essere clown. Il termine probabilmente venne coniato quando due danzatori, Tight Eyes e Lil C si stavano esibendo ed uno dei due definì con la parola "Krump" i nuovi movimenti che stavano creando.

Per ora in Italia possiamo solamente vedere il film per conoscere il krump o guardare qualche video di musica black e se siamo fortunati possiamo capire di cosa si tratta… io che sono curiosa ho allargato la mia ricerca e devo dire che è davvero uno stile coinvolgente!
Aspettando l’arrivo dei krumpers qui da noi spero di aver suscitato la curiosità di tutti i lettori di Cicero!

Valentina Caprari




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14 novembre 2007

Pedalando e boxando

Incredibile ma vero il mondo del fitness è in continuo sviluppo… nuove discipline e nuovi macchinari sempre più lontani dalla nostra immaginazione. Adesso sulla cresta dell’onda disponibile solo nelle palestre più all’avanguardia la Spinnboxe, la disciplina che nasce dall’incontro di due attività già ben consolidate e in voga come lo Spinning e la Fitboxe, una nuova concezione, efficace, divertente e antistress, capace di fondere insieme i vantaggi dell’una e dell’altra disciplina, o almeno così dicono!

Di seguito, (preso in prestito dal sito www.benesere.com) vi riporto le caratteristiche ma soprattutto i vantaggi dello spinning… della fitboxe… e infine il binomio perfetto della Spinnboxe e così come l’ho scoperto io per caso vi farò scoprire effettivamente come si pratica questo sport, che in me ha destato più di qualche dubbio.

Spinning

  • Realizza un ottimo allenamento cardiovascolare
  • L’alternanza di momenti di sforzo intenso ad altri più leggeri realizza un ottimo allenamento step by step, ideale per il dimagrimento.
  • Rinforza e tonifica in maniera eccezionale cosce e glutei

Fitboxe

  • Alterna al lavoro aerobico quello anaerobico con indiscussi vantaggi a livello muscolare
  • Tonifica in maniera eccellente il punto vita regalando una forma fisica invidiabile
  • Migliora la coordinazione neuro-muscolare aumentando le capacità motorie del soggetto
  • Ha un ottimo potere antistress

Spinnboxe

  • Le capacità motorie vengono stimolate attraverso i comandi verbali dell’istruttore
  • Realizza un lavoro completo su tutto il corpo andando a coprire le lacune lasciate scoperte dallo spinning (le braccia ed il tronco venivano allenate poco o niente)
  • È più divertente del classico spinning
  • È un’ottima variante a spinning e fitboxe
  • Realizza un consumo calorico eccezionale, fino a 700 calorie per un ora di lezione
  • Risulta adatto a tutti poiché adattabile a tutti
  • L’abbigliamento consigliato è quello classico dello spinning insieme ai guantoni con palmo aperto della fitboxe. Durante l’allenamento è importante indossare il cardio- frequenzimetro per non andare mai oltre la massima soglia cardiaca individuale
  • Durante la lezione è fondamentale mantenere la schiena eretta e gli addominali sempre contratti. I colpi devono essere sferrati con forza e vigore ma sempre in maniera controllata per non sbilanciare mai il busto

Le prime lezioni di spinnboxe dovranno essere semplici e scandite da un ritmo musicale di bassa intensità al fine di imparare a coordinare la pedalata e i movimenti classici della boxe (dritto, gancio e montante. Dopo un discreto periodo di adattamento (da 4 ad 8 settimane) si potrà passare a lezioni più intense sia sotto il profilo della coordinazione fisica che sotto quello cardiovascolare. I ritmi musicali saranno più incalzanti. A periodi di sola pedalata, verranno alternati momenti di pedalata e boxata. Una lezione tipo potrà durare dai 40 ai 60 minuti e sarà sempre aperta da una fase iniziale di riscaldamento simile a quella adottata nello spinning. Dopo i primi 5 minuti, si entrerà nel vivo del programma lavorando in maniera intensa con braccia e gambe per circa 30/40 minuti con esercizi propri della spinnboxe. I primi movimenti verranno illustrati dall’istruttore mentre gli allievi cercheranno semplicemente di visualizzarli mentalmente e memorizzarli. Successivamente l’istruttore potrà scendere dalla bici, indossare i colpitori (speciali guantoni utilizzati per parare i colpi) ed avvicinandosi agli allievi impartirà i comandi tipici della boxe (dritto, montante e gancio). Questa fase del programma sarà accompagnata da un ritmo musicale più intenso. L’ultima parte dell’allenamento sarà riservata al defaticamento fisico e mentale della durata presunta di 5/10 minuti. Il ritmo delle pedalate scenderà gradualmente sino a lasciare il posto ad una breve routine di stretching. Quando si avrà acquisito una discreta padronanza nella pratica, si potrà inserire nel circuito allenante qualche semplice esercizio di tonificazione per le braccia con l’ausilio di piccoli manubri. Gli esercizi potranno essere eseguiti o nel modo classico (con movimenti delle braccia nelle diverse direzioni, per un lavoro di bicipiti, tricipiti, spalle e petto) o continuando il lavoro di boxing questa volta con un leggero sovraccarico.

A questo punto che dire… nelle palestre vicino casa mia ancora non è arrivata la Spinnboxe… sono un po’ scettica ma aspetto di provare per vedere i benefici… se qualche lettore o collega di cicero l’ha già provata fatemi sapere… sono curiosa!

Valentina Caprari




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25 settembre 2007

Il berimbau, il pandeiro, la volpe e l’uva - Guido Mastrobuono


 Foto scattata da Guido Mastrobuono

Mi si chiede di scrivere della mia prima volta: ma io ho già scritto della mia prima volta!
Si tratta di una "prima volta " importante: la prima volta nel Grupo.

E' un periodo in cui, la mia appartenenza ad un Grupo di Capoeira è in via di ridefinizione, però, anche se in futuro ne rimarrò al di fuori, la mia Capoeira non potrà mai prescindere dal Grupo  Soluna che ha preso Guido e creato "Ritual". 
Comunque, quando ho scritto le parole sotto riportate, Ritual non c'era ancora, ma già Guido osservava questo mondo con occhi pieni di stupore e con quella ironia che spero tanto di saper ritrovare.  


La palestra Juvenia giace immersa nella campagna laziale.
Sabato scorso il cielo era grigio, guardandosi attorno si ammirava il nulla.
In assenza di una macchina con cui fuggire, la sensazione di claustrofobia montava come nebbia dal mare.
Ci si cambia in fretta e in furia. Si paga e si firma un foglio abbastanza incomprensibile con cui si dichiara di accettare che i propri figli vengano ad allenarsi col Soluna.

Che io sappia… non ho figli.
Ma se li avessi li farei allenare col Soluna.
Quindi ho firmato.
Erano le tre. Mi era stato detto che si sarebbe fatto musica con altri principianti ma ero in dubbio poiché l’informazione mi era stata girata la settimana precedente.
La palestra ha una bellissima copertura in legno che ruba uno sguardo ogni volta che ci si entra.
La gente vagava e si raccoglieva in crocchi dispersi nella grande sala.
Non vidi principianti e mi chiesi se avevo sbagliato qualcosa.
Forse ero in ritardo di una settimana.
Qualcuno… in effetti… cominciò a fare musica ma erano tutti graduati.
Le corde giallo verdi, raccoltesi in un angolo insieme ai loro possessori, iniziarono ad espletare attività esclusive.
Il Professore raccolse i graduati superstiti per fare la “iuna”, un tocco che accompagna il gioco dei mestre.
Non si vedevano berimbau liberi né atabaque. Non sapevo nemmeno se fosse previsto il pandeiro su quel genere di tocco. Rimasi tatuato sul background.
Nessuna traccia di musica prodotta da principianti. I graduati si dibattevano in separata sede mentre io mi dedicavo alacremente allo sviluppo di una diffusa depressione.
Al termine dell’ora di musica il mio umore era consono ad un venerdì di quaresima e mi chiedevo chi fosse quella gente e cosa avesse da dirmi. Ero arrabbiato ed avrei voluto scappare.

Lourdes mi si avvicina, sorride e mi chiede come va.
Le cose andavano già meglio. Non conoscevo “il gruppo” e non ne facevo parte ma conoscevo molti individui ed alcuni mi erano persino amici.
E’ più di quanto alcuni osino persino sperare.
Comunque le cose non vanno bene e lo dico.
- Tu pensi sempre troppo!
Mi sorride ancora ed ha ragione. Penso sempre troppo.
Inizia l’allenamento vero e proprio. Correre fa bene, scalciare anche, mi areno sul “compasso”.
Ratinho si avvicina e mi spiega come fare.
Continuo a non riuscire a fare il compasso. Mi dispiace.
Bisogna dire che i consigli di Ratinho non sono andati perduti: lunedì mattina, in cucina, subito dopo colazione, ho provato a fare come mi era stato detto e ci sono riuscito!
Sul momento, probabilmente, ha prevalso il mio terrore di debuttante.

Ma torniamo a sabato.
Inizia la Roda e la mia prima entrata nel cerchio sfocia in una penosa esibizione.
Caracollo, sciabatto, non riesco né ad allontanarmi dal suolo quando si gioca alti né ad avvicinarmi abbastanza quando si gioca a terra.
“So fare tante cose, perché non me ne viene in mente nessuna?”
Mealuna… mealuna… mealuna… “sto forse cercando di abbattere il mio avversario con feroci attacchi di noia?”
Nel momento in cui penso di fare qualcosa di più, perdo l’attimo per farlo. Anche giocando, penso decisamente troppo.
C’è un principiante brasiliano che ha tanta voglia di picchiare. E colpisce in viso una ragazza, una graziosa corda verde, che avrebbe raggiunto i 50 kg solamente trasportando due enormi sacchetti della spesa.
Si tratta di un adolescente con grosse mani ed enormi piedi accompagnati da un cervello decisamente inadeguato alle sue possibilità fisiche.
Lourdes è la più graduata ed entra nel gioco. Tenta di fargli capire che sta sbagliando.
Supera facilmente la sua guardia ma non affonda i colpi accontentandosi di mostrargli la penetrabilità della sua difesa.
Questo non è abbastanza furbo da distinguere un calcio fallito da un calcio fermato ed, approfittando di un colpo che lei ha rallentato per evitare di fargli saltare due costole, la proietta malamente a terra.
Lei cade pesantemente e batte la testa. Ci si prende paura.
A volte la sorte ci assegna dei compiti che sono al di fuori dalle nostre possibilità e questa assegnazione può essere dovuta tanto ad un bizzarro scherzo del Fato quanto al fatto che, forse, anche i fallimenti hanno una loro funzione.
In realtà, l’unico vero fallimento, è quello di tirarsi indietro.
Lourdes, che era la più graduata all’interno della Roda, mettendo se stessa a disposizione per tenere insieme il cerchio, ha fatto ciò che doveva fare.
Il cerchio si è infranto perché lei, per quanto brava, è comunque troppo piccina e perché quel ragazzo era troppo ottuso. In altre parole, se il Destino ha voluto che Lourdes non fosse messa in condizioni di riuscire a risolvere il problema, vuol dire che ha voluto anche che il problema non fosse risolto e che il cerchio si infrangesse. Se una bolla di sapone incontra uno spillo la bolla scoppia ma lei, comunque, alla fine, era arrabbiatissima.
Senza il sostegno della Roda, i miei 94 kg sembravano 108.
Dopo 60 secondi monta il fiatone e non si alzano più le gambe. “COMPRATEMIIIIII!!!!” urlano muti i miei pensieri insieme a tutte le fibre muscolari vagamente interessate. Un ragazzo alto entra nel gioco prendendo il posto del mio avversario. Porta scarpe da arti marziali verdi e gialle. Sorride e gioca con la generosità di un istruttore.
Fatico a credere che sia un principiante ma, a quanto pare, lo è.
Vengo a scoprire che si tratta di un appassionato che ha costituito un gruppo senza trovare nessun maestro che gli assegnasse un nome o una corda.
Mi chiedo se, in questo caso, la perdita sia sua oppure della comunità che non lo accoglie.
Penso a quello che ha detto il Prof sui “gruppi” di Capoera.
Sarebbe bello continuare a trovarselo di fronte nella Roda dei principianti in quanto essa è quella in cui, per il momento, mi è più facile sentirmi a mio agio. Ma il mondo migliora sempre quando ci si impegna perché le cose procedano con equità e, se si potesse fare qualcosa per far riconoscere l’abilità di quel ragazzo, penso che si dovrebbe fare.
Inizio a divertirmi. Riesco a fare qualcosa di un poco migliore.
In ogni caso, quando vengo comprato, stramazzo al mio posto. Sento il culo aggettare radici che si incernierano nel pavimento. Monta irrefrenabile un desiderio di mimetizzarmi con il parquet.
Dal canto suo, il brasiliano ha fatto male ad un altro ragazzo, nessuno ha più voluto giocare con lui e se ne è andato.
La similitudine tra me ed una tavoletta di ciliegio aveva già raggiunto livelli semi professionali quando venne chiamata una pausa.
Alla ripresa, il brasiliano non c’era più, la gente aveva ripreso a sorridere ed io ho riscoperto di avere due gambe.
Probabilmente ho giocato male come al solito ma mi sono sentito bene.
Mi è parso che anche chi giocava con me si stesse divertendo e questa è una cosa buona.
Certamente, i pochi istanti in cui si “sente” il gioco compensano tutti i mal di gambe, i momenti in cui non si riesce, i momenti in cui non si capisce ed i momenti in cui ci si sente esclusi.
E saranno istanti come quello a farmi tornare alla Juvenia.
E’ godibilissima anche la roda principianti. Il nostro scorrere come bottiglie vuote sulla catena di montaggio di una fabbrica del Jack Daniels fa sorridere ma è un sistema pratico per far giocare tutti.
Interviene un istructor e si mette a giocare con me. Mi chiedo se sia perché gioco male o sia perché la ragazzina che avevo di fronte era imbarazzata dalla mia mole. Comunque anche lui è massiccio e, decisamente, ho potuto giocare più tranquillo.
Roda finale e numeri da circo.
Come al solito, quando gioca Ratinho, la gente rimane a bocca aperta e si dimentica di battere le mani. Mi colpisce la generosità di quel ragazzo nei tentativi di liberare l’energia del gruppo. Quando salta, il suo corpo sembra sostenuto da fili elastici legati alle dita di Dio.
Pudim legna ben bene i graduati più bravi. Il Professor, forse per solidarietà con sua moglie, inizia la sua prestazione tentando di sfondare il parquet con una cragnata rischiando di farci ammirare un fulgido esempio di Knock Out (o Bounce Out ?!?) auto inferto. E tutti sono felici e contenti.
Discorso finale di Pudim sui molteplici impegni della settimana a venire (nessuno dei quali compatibile con i miei impegni lavorativi), doccia e casa.

Cosa rende questa attività tanto pregna di significati?
Possibile che il solo tentativo di mettere su carta la cronaca di un pomeriggio normale mi fornisca tanti spunti?
Sono solo io che li vado a cercare oppure esistono veramente?
E’ tarda sera e sono stupito da così tanti riflessi tra una vita ed un “gioco”.
Alla sera si tendono a confondere, giochi, balli, rituali e magia.
Si riconosce il flusso delle cose, insieme agli schemi che le legano.
E si tende a pensare che nulla avvenga per caso.
Comunque… in ogni caso… la prossima volta… per fare musica… prati, giardini, terrazzi, salette di registrazione, saloni da ballo e cappelle sisitine… datemi retta… alla Juvenia… l’acustica non è buona. 
 

 Articolo del del 20/04/2005 scritto da Guido Mastrobuono





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